L'INUTILE STRAGE DELLA GRANDE GUERRA, in una lettera del vescovo di Padova.

Qualche giorno fa ci è capitato di leggere che "el governator" Zaia ha commemorato con orgoglio, l'intervento dell'Italia, citando il Piave, anzi, LA PIAVE che mormorava. Fu una tragedia immane, che tutta la Venezia pagò a caro prezzo, inutile se è vero che l'Austria offrì addirittura i territori contesi pur di non esser aggredita dall'ex alleata.  Un quadro del disastro lo fornì la Chiesa cattolica del tempo, ben diversa da quella di oggi, del tutto separata, quasi antagonista del potere ufficiale filo massonico.


Cattolici per l'Indipendenza del Veneto
Ci siamo già occupati in questa pagina dell’immorale retorica statolatrica sulla Grande Guerra, che nel centenario dallo scoppio ripropone lo sterminio come degno elemento fondativo del “sentimento italiano”. 
La falsità di questa tesi propagandistica è ben incisa nelle memorie delle nostre famiglie, che dobbiamo impegnarci a tramandare ai nostri figli. Ma ci sono anche documenti precisi che spiegano realmente come stavano le cose, e tra questi numerose lettere che i Vescovi veneti inviarono in quegli anni al Santo Padre Benedetto XV, descrivendo la drammaticità della prima guerra mondiale.
A titolo esemplificativo riproduciamo un estratto della lettera che Luigi Pellizzo, Vescovo di Padova, scrisse alla Santa Sede il 18 agosto 1917: 
«Quale sia lo stato d'animo dei soldati e quale terribile catastrofe si vada apparecchiando per il prossimo inverno, qualora non venga prima la pace od almeno un armistizio, lo dimostrano i dolorosi episodi che di continuo si succedono. Sono reggimenti che si rifiutano di andare avanti, e che vengono decimati. Sono altri, spinti avanti a viva forza dai carabinieri colle armi impugnate, i quali ad un certo punto rivolgono le armi contro i carabinieri, mettendoli al suolo a decine, a centinaia talora».
Ricordiamo che in quegli anni preti e Vescovi furono fortemente limitati nelle loro libertà, la predicazione per la pace veniva considerata disfattista, addirittura capitava che pellegrinaggi, processioni ed immagini sacre venissero considerate anti-italiani. 
Il sentimento religioso ed espressioni come “Cristo nostra pace” venivano sovente considerati anti-patriottici. 
Del resto, chi ha voluto la Grande Guerra lo chiarisce benissimo il Vescovo di Treviso Andrea Longhin in una Sua Lettera pastorale del 1916:
«L'odio anticristiano, mentre la setta dei framassoni saluta la guerra come impresa sua, esaltandosi alla vista del sangue e delle stragi, solleva il muso infrunito, gettando lo scherno, il vilipendio, l'allarme sull'opera pacificatrice del Vicario di Cristo».
Nel 2014 non facciamoci prendere in giro dalle autorità politiche italiane, la Grande Guerra fu un’inutile strage anticristiana.

Commenti