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LE PUNIZIONI DEI SOLDATI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

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Tra gli orrori di questa guerra, che nella retorica patiottica unitaria odierna dovrebbe unire gli italiani (ma è come invitare i discendenti superstiti di una strage ad unirsi all'autore della medesima) ci furono anche le punizioni di quei militari che osarono ribellarsi al meccanismo infernale messo su per massacrarli in massa. Fu colpito anche mio nonno bersagliere, ferito a una mano da una scheggia sul Pasubio nel 1916, finì a Brescia in retrovia  fare il piantone: dopo mesi di orrori, qualche cosa scattò in lui e si beccò 3 anni, 3 mesi, 3 giorni per insubordinazione dal Tribunale militare. Ma non li scontò mai, fu spedito di nuovo al fronte, come staffetta portaordini, serviva carne da macello o si fermava la macchina messa in piedi dal Cadorna. Lp scoprì mio fratello nel suo casellario al distretto militare, lui non ce ne parlò mai, come non parlava mai della guerra, solo gli si bagnavano gli occhi di lacrime, a nominargliela.  Dedicà a nono Luigi Bozzolan, bersa...