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VENEZIA "CATTIVA" INVENTA IL GHETTO? MA GLI EBREI ERANO CONSIDERATI PREZIOSI.

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Tra le leggende nere che continuano a resistere sulla memoria storica veneziana (e quindi sul lascito della civiltà veneta) compare anche quella riguardante una presunta intenzione persecutoria verso la comunità ebraica, ospite della nostra capitale, peggiorata dal fatto che proprio da noi si realizzò  per la prima volta in Europa il "Ghetto".  Ma la realtà era ben diversa, dato che quartieri destinati ad ospitare in maniera ordinata le comunità straniere in una città cosmopolita come Venezia erano cosa comune, vi fu infatti il Fondaco destinato ai "Todeschi" quello dei Turchi e intere calli erano destinate ad ospitare altre comunità "foreste". In realtà Venezia accolse le comunità ebraiche esulse in Spagna e Portogallo, o perseguitate nel centro Europa. Vi metto quindi un brano tratto dalla presentazione della mostra sugli Ebrei a Venezia che, anche attraverso le parole dell'intellettuale ebreo Calimani, mette le cose nella giusta prospetti...

COME MAI VENEZIA NON BRUCIAVA GLI ERETICI? la libertà religiosa

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fontego dei Todeschi a Rialto, tanto erano vitali nell'economia veneziana "Più realisti del re" si potrebbe dire. Creando Magistrature apposite con l'intento forma e di combattere l'eresia, in realtà lo stato veneziano controllava l'operato della Santa Inquisizione, impedendone gli eccessi sanguinari. Anzi, Venezia si arrogò il diritto di riconoscere la libertà di culto a protestanti ed Ebrei residenti nel nostro stato.  Già nel XIII secolo dei Magistrati, chiamati "Savi all'Eresia" aveva il compito di vigilare sulla ortodossia in campo religioso. Erano eleti dal Doge e dal Maggior Consiglio e restavano in carica un anno.  Loro compito era quello di affiancare l'Ufficio dell'Inquisizione, composto da un inquisitore, che doveva avere il placet dello stato, il Patriarca e il Nunzio apostolico. Il Sant'Ufficio non poteva assumere decisioni se non alla presenza dei Savi, i quali potevano opporsi se le ritenevano contrarie ele leg...