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GALEE VENETE: SFATIAMO LA LEGGENDA DEI "FANTI DA MAR".

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LA DURA VITA DI BORDO. Sarebbe artificioso, specie tra il Cinque e il Seicento, parlare di una distinzione tra fanti di marina  e fanti terrestri. I fanti venivano imbarcati ed impiegati nelle varie guarnigioni del Levante e in eventuali scontri navali.  Nel 1697 il colonnello Giorgio Sala alla luce dell'esperienza "di sanguinosi cimenti in Levante"...scriveva che il soldato di Terraferma passava "Militare sul Mare, come succedeva continuamente in Levante". Questo è il bel quadretto che Pantero Pantera (1614) dipinge " delle genti delle armate navali. Stanno come in carcere, patendo ordinariamente del vivere, mangiando poco altro che i cibi salati, et molto spesso guasti e non sani, bevendo quasi sempre acqua et alcune volte salmastra, ma di malaqualità et vini non schietti, dormendo poco meno che all'aria e sopra a un remo, o in luoco angustissimo, senza la minima comodità, vivendo sempre in luoco dove si genera un fetore causato da sudore, ...

I SOLDATI NELLE GALEE VENETE E L'ARMA DA FUOCO

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All'inizio del '600 vi fu chi scrisse sull'impiego dei soldati ora armati di arma da fuoco, nelle galee venete.  Pantero Pantera, nel 1614, divideva i soldati armadi di moschetto (moschettieri) dai soldati ordinari, cioè archibugieri. Egli, comunque, proponeva di dotare tutti i soldati di moschetto, perché era l'arma che faceva " maggior passata " (penetrava di più) colpendo il nemico più da lontano, e causava danni grandi e mortali.   La trasformazione e l'addestramento con la nuova pesante arma era più praticabile in mare dove si poteva usare senza forcella, appoggiandola alle impavesate ossia ai parapetti.  Secondo lui tutti dovevano aver spada, pugnale e morione (elmo). Pur ritenendole in qualche modo utili, sconsigliava armi in asta, essendo di grande ingombro nella battaglia navale, per l'angustia del luoco, havendo bisogno di spatio per usarle .  Come armi difensive sconsigliava il corsaletto o " un petto " ovvero la corazza...

NELLA GALEA: COMITI, MARINERI, CAPITANI E BALESTRIERI.

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LA REMBADA con i cannoni Il comito faceva da tramite tra il comando e la ciurma, era esperto nell’arte di governare una nave e contava sull’aiuto dei sottocomiti per quanto riguardava i marinai e degli aguzzini per i galeotti. L’aguzzino nel medioevo non era quel crudele torturatore di galeotti, come lo si rappresenta nei romanzi e nei film, ma l’incaricato di controllare i vogatori affinché rispettassero i turni e ognuno tenesse il ritmo della voga.  tecnica di voga I modi impiegati nello svolgimento della sua funzione non devono essere stati proprio garbati, soprattutto considerando il tipo di gentiluomini con cui aveva a che fare, ma non erano sicuramente violenti e tanto meno crudeli: primo, perché fino al cinquecento i galeotti erano uomini liberi che venivano ingaggiati con un contratto e stipendiati, ciò che non impediva loro di lasciare la nave al primo porto se non soddisfatti del trattamento o della paga. Secondo, perché non era conveniente rovinare con sevizi...