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I SABIONANTI DE SOTOMARINA E LA DONA "CAVALA"

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di Gina Duse ìaah, ìaah, cavala! , lungo gli argini dei fiumi Brenta e Bacchiglione, fino agli anni Cinquanta, è risuonato spesso questo verso. Peccato che venisse rivolto non solo all’animale da traino per farlo camminare, ma anche alle donne dei sabionanti di Sottomarina, il lido di Chioggia. Oltre alla fatica, esse dovevano sopportare lo scherno dei contadini. Bardate come cavalli, tiravano la fune, l’alsàna , per rimorchiare da riva le imbarcazioni che andavano a prelevare la sabbia dal letto dei fiumi. C’era sì chi di mestiere metteva a disposizione i cavalli, i cavallanti, ma per risparmiare sulle spese se ne faceva a meno e si ricorreva alle donne, le più giovani e robuste. Gli uomini, comunque, non se ne stavano con le mani in mano. Rimanevano a bordo a dirigere il burcio, questo il nome dell’imbarcazione usata in quel periodo per la navigazione fluviale, e a spingerlo a forza di remi lunghissimi. Per i sabionanti di Sottomarina e per le loro donne, la prima...