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Considerazioni sulle dichiarazioni della prof.ssa Gianna Marcato sulla lingua veneta

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Michele Brunelli ci invia questo bellissimo, incisivo intervento. Le recenti dichiarazioni rilasciate ai giornali dalla professoressa Gianna Marcato sulla la lingua veneta, mi danno lo spunto per approfondire l'argomento. Rispetto la sua opinione, ma vi spiego perché dissento.  Primo punto. Secondo la professoressa, «Il dialetto si impara vivendo in una comunità che lo parla». Io considero che oggi molti giovani non hanno l'opportunità di imparare il veneto in famiglia perché non hanno genitori venetofoni. Ci sono genitori veneti che non parlano veneto; ci sono genitori provenienti da diverse parti del mondo dove si parlano altre lingue. Imparare il veneto solo in famiglia/comunità significa «tajar fora» – escludere – chi proviene da ambienti dove non si parla veneto. Noto inoltre che la nostra epoca è l'epoca della parola scritta: email, sms, cartelli, documenti cartacei e digitali. Relegare il veneto al solo ambito orale significa azzopparlo: vuol dire negargl...