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Visualizzazione dei post con l'etichetta i796 1797 invasione francese

ERANO CRIMINALI E SAPEVANO DI ESSERLO

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ERANO CRIMINALI E SAPEVANO DI ESSERLO   ========================== ============ ISTRUZIONE DEL DIRETTORIO ESECUTIVO AL CITTADINO SCHERRER (General in capo dell'Armata d'Italia) ...La Francia non ha bisogno di braccia forastiere per soggiogare ii suoi nemici, ma ha ella bisogno delle ricchezze dei popoli vinti.I figli della gran Nazione non devono occuparsi che di fare la guerra e di comandare, tocc a alle Nazioni conquistate l'obbedire. Il Direttorio esecutivo ha giudicato necessario sin ora di tener nascosto il vastissimo oggetto che s'era proposto, e di abbagliare le teste italiane (ndr come quella di Ugo Foscolo) col fantasma della Sovranità e della indipendenza nazionale: quest'idea seducente, secondata da persone ambiziose ed avide di questo paese, ebbe tutta quella riuscita che conveniva ai nostri interessi; sedici millioni d' uomini furono sottomessi da un numero di combattenti che si poteva chiamare corpi volanti piuttosto che armate. Li monumenti del...

LA CROCE DI SCLAUNICCO E LE RUBERIE NAPOLEONICHE

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A Sclaunicco, una frazione di Lestizza, una tradizione popolare fa risalire "al tempo dei francesi" una croce di una croce astile, oggi montata su un piedistallo, si fa notare per la sua bellezze e per il suo stile insolito, rispetto a quelle presenti in Friuli. E' rivestita di lamina di rame dorato, arricchita di cristalli di rocca e di vetri colorati, e reca nel centro un Cristo in bronzo fuso, in stile detto "limosino" anche esso dorato contornato di immagini di santi e simboli religiosi smaltate in azzurro.  Una leggenda locale, tramandata di generazione in generazione, racconta che due soldati francesi si fermarono presso una pozza di acqua stagnante, detta “seuç” in friulano. La pozza si trovava nei pressi di Sclaunicco. Avevano posato per terra le armi e i sacchi per riposarsi ma gli abitanti di Sclaunicco, allertati della loro presenza, temendo di essere derubati, si riunirono velocemente e, armati di forconi e di armi improvvisate, si scagliarono...

LA "CANEVA" (cantina) SVUOTATA E LA RAPINA. CRONACA DELL'INVASIONE

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( piccolo spacco sulla realtà dell'occupazione francese della Venezia di Terra, nel 1797 da parte di un'armata che ci trattò da nemici, pur essendo noi gli ospitanti involontari ). Denuncia di Zuanne Polo presentata al Podestà e Capitano di Treviso Rientrato alla 23 a Carbonera trovai nella mia camera e in cucina molti Francesi, tutti di Infanteria e armati di tutto punto e che bevevano vino. Mia madre Angela mi raccontò che costoro giunsero di bel mattino alla mai casa provenienti da Callalta e che tutto quel giorno avevano bevuto dalla mia caneva e avevano con dei secchi spedito del vino a Callalta. Si trattennero fino alle 24 bevendo e qundi, levati dalla mia cucina cinque secchi e una pignatta di rame, empirono anche questi di vino e partirono seco asportandoli. Il danno da me rilevato fu di 40 mastelli di vino incirca tra quelli che asportarono e quelli che sparsero per la caneva. Dopo una tale disgrazia.. altra di più rilevanza me ne accadde... Dopo la partenz...

MIOVILOVICH DIFENDE IL VESSILLO E RIFIUTA DI SERVIRE I TRADITORI, BRESCIA OCCUPATA

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Brescia, il 19 marzo del 1797. Riassunto dalle memorie del colonnello Pietro Miovilovich, dalmata. Allontanato il Battagia (Provveditor Straordinario di Terraferma), i nuovi padroni (i giacobini) si diedero da fare per consolidare il potere, tentando innanzitutto d’assoldare le truppe schiavone del col. Miovilovich. Agli Oltremarini furono inviati viveri e denaro, sdegnosamente respinti “perché quell’anime fedeli ed eroiche invece di cedersi, s’infuriarono contro gli emissari di tal seduzione e presero in isdegno che osato avessero di tentar la loro fede ed esclamarono eglino unanimi nel proprio linguaggio: Ah possie vire! (porci!) porta via: va al diavolo ti to roba e to bessi, no volemo gnente da vu altri ribeli de nostro Principe, nu avemo nostre paghe che nostro Principe passa nu da nostri Ufficiali: adio posia vira! Porta via to roba te dico! Viva San Marco Nostro Santo Protetor Benedeto !" I patrioti (termine con cui si autodefinivano i giacobini), non soddisfatti...