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DARU, IL CALUNNIATORE DI VENEZIA, AMMIRA PERO' LA SUA STORIA

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L'amico Orlando Dall'Anese mi segnala questo bel panegirico sui Veneti fondatori di Venezia, ma quello che colpisce è il nome dell'autore, il francese Daru, ex generale dell'armata napoleonica, che cercò con una operazione di revisionismo storico, di trovare pezze d'appoggio al criminale agire di Napoleone, il quale distrusse per sempre la libertà veneta. Ma anche Daru restò colpito nel profondo dall'epopea dei Veneti fuggiaschi in laguna. Pierre Daru - Histoire de la République de Venise (1819)  Pierre Daru fu un comandante delle armate napoleoniche,conosciuto per le sue opere Histoire de la République de Venise (1819) e Histoire de la Bretagne(1826).  Fu molto critico nei confronti della repubblica di Venezia,ma nonostante questo In "Histoire de la Republique de Venise" come incipit scrisse (tradotto in italiano): "Non è raro vedere grandi migrazioni di popoli inondare un paese, cambiarne la faccia e aprire per la storia una nuova er...

IL SALE FU IL PRINCIPIO DI VENEZIA

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SIMONETTA DONDI dell'OROLOGIO ha raccolto per noi queste notizie su Venezia dei primordi e il suo rapporto col sale. Che troviamo persino nel termine "fondamenta". Articolo straordinario. Il prefetto romano Cassiodoro, nel VI secolo dc, ci lascia una descrizione minuta della laguna e dei suoi abitanti. Tra le immagini più colorite spicca la descrizione dell'uso di legare una barca fuori di casa invece del cavallo. Ma quello che colpisce di più è la considerazione che mentre gli altri fanno girare falci e aratri, gli abitanti della laguna ricavano e triturano sale. . . E ciò che all'inizio era una pura necessità, diventa ben presto un'immensa fonte di guadagno, dato che il sale assumerà un valore altissimo, tale da essere usato come moneta di scambio. All'inizio dunque è il sale. E le notizie, anche se incerte e frammentarie fanno supporre che in laguna si estraesse il sale fin dai tempi dei romani. . . Nel paesaggio lagunare,...

IN DUE ANNI I VENETICI SI AFFERMANO LIBERI ED INDIPENDENTI SOTTO LE ALI DEL LEONE:

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Il dogado di Giustiniano Partecipazio durò solo due anni (827- 829) ma determinò il destino di Venezia. Il basileus, cioè l'imperatore romano d'oriente, chiede aiuto ai veneti di laguna (venetici) per una spedizione contro i saraceni in Sicilia che insidiavano i traffici del Mediterraneo, danneggiando sia Bisanzio che la nascente Venezia. Quindi la Civitas Rivoalti è capace ormai di armare una possente flotta da guerra, tale da essere considerata alla pari della potenza bizantina. Ogni rapporto di subordinazione è cessato e il successo della spedizione aumenta il prestigio dei veneti. Ma l'evento più determinante è l'arrivo delle spoglie di San Marco in laguna: è l'evangelista che ha diffuso in cristianesimo nelle Venezie, nei territori dell'antica X Regio, per cui Venezia diventa "ipso facto" il punto di riferimento delle chiese del territorio. Ma al momento sanziona anche l'unità territoriale delle isole della laguna, e la loro indipendenza ...

I VENETI FUGGIASCHI ENTRANO IN LAGUNA E DAL NULLA CREANO RISORSE

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Con la laboriosità che è una costante della loro stirpe , modificano il paesaggio creando una città e traendo risorse persino da sabbie desertiche e acque.   "I fuggiaschi occupano le principali isole che vanno da Grado a Cavarzere.  La prima grande ricchezza da sfruttare in laguna sono le saline, tante, comprendenti quelle grandi dell'estuario, e quelle domestiche all'interno degli insediamenti, fossati poco profondi di terra battuta, (in seguito di mattoni) ... Poi si troverà modo di mettere a profitto anche l'acqua per far lavorare i mulini, si sfrutterà cioè la corrente dei fiumi che entrano in laguna, o si sistemeranno degli argini, formando un lago in modo che l'acqua fatta uscire da un'apertura metterà in azione le ruote dei mulini, oppure si costruiranno i mulini mobili su barconi (detti sandonos ) che sfrutteranno le maree, per cui ogni sei ore si gireranno i barconi e la corrente dell'acqua potrà essere usata in entrata e in uscita.  In...

ATTILA E LE ORDINATE MIGRAZIONI DELLE COMUNITA' IN LAGUNA

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Le migrazioni di interi popoli Infatti, le straordinarie vittorie riportate inizialmente sui Goti dal generale Stilicone che avevano fatto ben sperare, vennero invece ben presto vanificate dallo stesso giovane ed inetto imperatore d’Occidente Onorio che condannando a morte per tradimento il valoroso generale, aveva irrimediabilmente segnato le sorti del suo stesso impero e della sua gente. Alarico conquistando Roma aveva ormai aperto la strada ad altri eserciti, ad altri popoli ”barbarici” che da decenni premevano irrequieti ai confini dell’impero. E così, dopo i Goti, sarà la volta degli Unni, dei Sarmati, dei Vandali, che ad ondate successive si riverseranno nella penisola diventata, ormai, facile terra di conquista. E da una remota terra stretta tra il fiume Volga e il corso settentrionale del Danubio, mossero gli Unni di Attila, nel 452, alla volta dell’Italia dopo aver devastato con le loro scorrerie i Balcani e aver costretto la stessa Bisanzio ad una umiliante pac...