L'USO E IL CONTROLLO DELLE ARMI DA FUOCO "CO S. MARCO COMANDAVA"
L’arma da fuoco, “arma malefica sopra tutte” (definizione della Chiesa al suo apparire) procurò con la sua comparsa la necessità da parte di ogni stato, compresa la nostra Repubblica, di controllarne l’uso e la sua diffusione tra la popolazione. Erano tempi molto diversi dai nostri, per certi aspetti molto più pericolosi da vivere per i veneti di allora rispetto agli attuali. Nel 1553, il Podestà di Brescia, Cattarin Zen, scriveva nella sua relazione che “ogni persona disponeva di archibugi e quelli di Gardon (Val Trompia, guarda caso!) fra gli altri non si contentino di uno, ma fino le femine ne portano doi, uno in mano, l’altro ne la cintura da roda…” e però, anche se egli aveva largheggiato nei permessi di portare armi (io son stato largo nel dar le arme, donde nella città e nel territorio ho trovato nel mio reggimento da 15 mesi e mezo (che) non son stati morti salvo 62,diece in città e 52 de fora). Possiamo quindi immaginare quale fosse il numero di omicidi in tutto lo sta...