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1797: IL SANGUE CHE RISCATTO' L'ONORE VENETO a Desenzano

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Al fine di portare aiuto e di rafforzare la linea del fronte di Salò il Comandante Generale Maffei, invia il 14 aprile, due compagnie di Truppe di Linea, istruite per la manovra difensiva in direzione di Lonato; caddero però, nei pressi di Desenzano, in un sanguinoso agguato dal quale ne uscirono solo a prezzo di sanguinose perdite e di non pochi prigionieri: "Avevo comandato al Capitano Spineda (si tratta del trevigiano Ludovico Spineda, aiutante in campo di Maffei, figlio del conte Giorgio, capitano tenente dell'8va compagnia del XVI reggimento Treviso d'Infanteria Veneta), bravo uficiale pieno di intelligenza militare, ed altri due ufficiali subalterni del Reggimento Treviso, affinché si portassero con 150 soldati, ad osservare i movimenti dei francesi acquartierati nel borgo di Desenzano. Il Spineda fece visitare la strada maestra e le altre minori, riferendomi che era tutto tranquillo e che il nemico non avanzava. Ma avvicinatosi al villaggio, ne sortì da t...

I FRANCESI? COME I CANNIBALI. E IL PRETE FU FUCILATO. UN EROE VENETO

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Si parla finalmente di un po' di autonomia per gente, come i Veneti, che grazie a Venezia, hanno contribuito alla civiltà europea come pochi. Chissà che non riusciamo anche a introdurre un corretto insegnamento della nostra storia, precedente all'annessione con l'Italia. Chi dei nostri figli o nipoti conosce la figura di Padre Flangini?Nessuno o quasi, ma fu un Eroe con la maiuscola, che potrebbe esser d'esempio alla nostra gioventù (autoctona o figlia di immigrati), martirizzato dai Francesi per averli definiti "peggio dei cannibali".  A leggere come morì, mi commuovo ogni volta; altri uomini, altri tempi, ora che il Veneto pare ridotto a mera espressione geografica. Ma il nostro riscatto passa, deve passare, attraverso la nostra storia.  PADRE FLANGINI VERONESE, fucilato per aver definito i francesi peggio dei cannibali . 'Udita la sentenza mortale disse ad alta voce: «Deo gratias. Te Deum" Ebbe in volto espressione così felice ch...

LE FOLLIE E IL FANATISMO DEI "GIACOBINI" LOCALI A VERONA

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Questa nota capita a proposito, dopo che ho letto della protesta dei consiglieri veronesi del PD perché la giunta ha deciso di spendere 2000 euro dei cittadini per la riproduzione della magnifica "bandiera contarina" proposta dall'ambiente dei cattolici tradizionalisti della città, capitanati dall'irriducibile Maurizio Ruggiero. Molti veneti non condivideranno le sue idee, ma certamente lui e i suoi amici hanno tutto il nostro appoggio quando si tratta di omaggiare la memoria della Repubblica più giusta e amata della storia dell'occidente cristiano. Ecco, anche per loro (quelli del pd, intendo), una ripassata di quanto hanno combinato i loro diretti antenati, protetti dall'invasore, proprio nella loro bellissima città, quella "Verona fidelis" che versò tanto sangue per restare libera sotto le ali del Leone, purtroppo ormai morente. Ma come l'araba Fenice, ora LUI sembra di nuovo risorto, e questo pare sconvolgerli. ... E poi qualcuno dice ch...

IL DIARIO DI UN OSTE, SUL "RIBALTON" VERONESE VERONA IN FIAMME

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il ritorno del Leone marciano in piazza delle Erbe, da Veja.it Una bellissima cronaca, scritta da un oste nell'aprile del 1797 ci fa capire e "vedere" con l'occhio della memoria, quanto successe in quei giorni tragici ed eroici. Difficilmente troverete un professore che legga questa paginetta, che qui riporto, ai vostri figli e nipoti, nelle scuole italiane del Veneto. Magari fatelo voi. "N on vengano a dire, scrisse Luigi Tomaz, che oggi il discorso è superato e  parlare del 1797 è solo un commovente passatempo! Non lo è per Istriani e Dalamti, che soffrono - da più di due secoli - delle conseguenze del trattato di Campoformio, e non lo è neppure per i Veneti..." Ecco una pagina del diario dell'oste: Verona, 17 aprile 1797 - In questo giorno è nato uno grande rivoluzione in questa città contra li Francesi,alle cinque dopo il mezzo giorno. Il motivo è stato che i Francesi volean comandar in città e nei castelli benché non erano padroni, e la Repub...

La Guardia Nobile, gli antichi custodi del vessillo di "Verona fidelis"

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Guardia Nobile rievocata oggi, foto di Carlo Bonazzi Una foto che ritrae i militi veronesi nella loro gloriosa uniforme, composta da marsina lunga azzurra e pantaloni gialli, perfettamente ricostruita (è l'unica, purtroppo) dal Comitato che rievoca ogni anno le Pasque mi dà l'estro di spendere due righe sulla loro funzione e il loro ruolo. Questi militi non erano un vero corpo militare: erano piuttosto dei vessilliferi, che nelle cerimonie pubbliche, custodivano e scortavano il gonfalone della città. Le loro origini risalgono ai tempi della Verona medioevale, erano gli stessi che custodivano con ogni probabilità il "carroccio" col vessillo di battaglia della città, all'epoca dei comuni liberi e della discesa del Barbarossa. E' un vero peccato che il Comune di Verona abbia perso questa tradizione, distrutta dal sovvertim ent o del passato dei tempi d'oggi, nemici della storia e delle identità di ogni Nazione. E per Nazione, all'epoca, si intende...