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IL MISTERO DI RIVA DI BIASIO E LA GIUSTIZIA DELLA SERENISSIMA

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Il mistero di Riva di Biasio e la giustizia della Serenissima. Era lo “sguazetto” tra le specialità di Biagio Carnio, bechér e luganeghér, che aveva bottega di macellaio con uso di cucina a Venezia, a due passi da dove ancora oggi esiste la fermata dei vaporetti detta “riva de Biasio”. Un’intingolo quasi in forma di minestra con poco brodo, inventato dai macellai del medioevo che con questo piatto sfruttavano anche i piccoli ritagli e i resti di carne dopo la disossatura e le stesse ossa.
Progenitore del Risotto con le secole. Nato in tempo di guerra, in periodi di ristrettezze e all'epoca era già considerato un piatto del giorno di festa. Le secole erano quei pezzetti di carne magra e grassa che rimanevano attaccate alla colonna vertebrale del manzo dopo la macellazione ed il taglio delle carni.
Questo Biasio era un personaggio talmente famoso che non c’era veneziano o foresto giunto in città che non conoscesse la sua bottega. Come peggio non poté conoscerlo un mastro mu…

Quando il veneziano era l'inglese del Mediterraneo

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CATERINA DOLFIN TRON E LE CORNA DEL SUO CONSORTE.

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"EL GRATAROL" E LE BARUFFE IN TEATRO."Tron cavaliere, sapiente, ora procuratore, ma se a lui la Patria nega il corno, glielo darà la sposa
Pompeo Momenti nel capitolo XVII del suo libro “Le Dogaresse”, accenna al Gratarol, un massone che aprì una loggia di rito inglese a Venezia nella seconda metà del ‘700. Riporto quanto scritto dall’autore sunnominato. “Anche negli ultimi tempi di spensieratezza corrotta, si voleva che il rispetto circondasse la più eccelsa tra le patrizie, si voleva che il rispetto circondasse la più eccelsa tra le patrizie, si ambiva che nella compagna del capo dello stato, la dignità regale ingrandisse quella femminile." Sembra certo, per esempio, che Andrea Tron, uomo di forte ingegno e così potente da essere chiamato “el paron”, non poté salire al dogato per lo scandalo suscitato dalla moglie nell’affare Gratarol. Sono note, con grande copia di particolari, le avventure del segretario Gratarol, la recita delle Droghe d’amore di Carlo Gozzi, …

Gli Ezzelini: prima riunificazione e "Signoria 1.0"

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Risale al 554-568, con la riconquista bizantina e la parziale controriconquista longobarda, la divisione fra Venetia Maritima e terraferma veneta. I bizantini avevano riconquistato nel 554 le terre venete prese dagli Ostrogoti dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Appena 14 anni dopo i Longobardi avevano ripreso la terraferma, mentre la zona costiera-lagunare era rimasta sotto amministrazione bizantina. A questa Prima divisione della Venetia, segue poi una frammentazione della terraferma: l'Impero di Carlomagno cade e la terraferma veneta entra in un periodo noto come anarchia feudale. Questa Seconda divisione sfocia con i secoli in una situazione in cui esistono due grandi potenze - Papato e Impero - sotto le quali sia agitano una miriade di città spesso in rivalità fra di loro.
Nel frattempo la dinastia degli Ezzelini, scesa dalla Valsugana e dal Canal di Brenta, inizia gradualmente a conquistare - per matrimonio o per spada - una serie di città. Stabilitisi in…

I RITI DELLA SEMINA DEI PADRI VENETI

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Di Luigi Pellini



Un passo di Eliano informa che due autori greci del IV a.C. parlano degli usi e costumi delle genti venete. Sono in due scrittori :Teopompo e Licio di Reggio. -Teopompo dice che i veneti che abitano attorno all’Adriatico, quand’è la stagione dell’aratura e della semina, mandano doni ai corvi; e i doni consisterebbero in alcune focacce e in pani ben preparati in modo grazioso. L’esposizione di questi doni intende addolcire i corvi e stipulare con loro un patto, di modo che essi non dissotterrino e non portino via il frutto di Demetra disseminato per terra. Anche Licio di Reggio è d’accordo su questo punto , ed aggiunge a ciò che (…lacuna nel testo greco, in cui si parlava di altri doni ai corvi), e cinghie di cuoio color porpora e quindi quelli che avevano esposto queste cose si allontanano.

E gli stormi dei corvi rimangono fuori dai cippi di confine. Degli animali ambasciatori richiamano i corvi, e venendo a schiere i Veneti vedono se i doni sono graditi e sanno se l’a…

I LONGOBARDI SPEZZANO L'UNITA' DEI VENETI, anche le pietre migrano....

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La pressione dei Longobardi provoca ancora emigrazione in laguna. E' questo il momento in cui si rompe l'unità territoriale dell'antica 'VENETIA ET HISTRIA e si spezza il cordone ombelicale con Ravenna; le isole vengono abbandonate a se stesse, proprio perché i bizantini sono impegnati a difendere i propri confini orientali dagli altrui appetiti (persiani, avari, arabi, slavi... ).
Da Altino il vescovo Paolo conduce clero e popolo all'isola del Torcello e in altre isole vicine, portando con se le reliquie del santo Eliodoro racchiuse in un prezioso sarcofago pagano, ma un mese dopo muore; tuttavia il suo successore Maurizio ottiene dal papa la conferma della translazione della sede. ' I resti della romana Altino vengono sistematicamente trasportati pezzo per pezzo, prima alla vicina Torcello poi a Venezia'. (Perocco).  Torcello quindi nasce utilizzando come materiale di costruzione le pietre romane di Altino (mattoni, colonne, capitelli, lapidi, sculture) m…

I VALORI MARCIANI o della MORALE UNIVERSALE

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NAPOLEONE LADRO COME I VENEZIANI? NO, ECCO LA DIFFERENZA

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Molto spesso si sente ripetere dai fans di Napoleone che le sue ruberie furono uguali a quelle dei veneziani nel corso della IV crociata, a Bisanzio, che fruttarono la magnifica quadriga esposta sulla facciata della basilica marciana. Interpretazione scorretta, per due principali motivi:
il primo è un errore di metro di misura: non si può paragonare un fatto occorso all'inizio del 1200 con eventi accaduti nella civilissima Europa di fine '700. I contesti erano diversissimi.
Il secondo errore sta nel motivo che portò al saccheggio di Bisanzio, evento senzaltro doloroso, ma che ha una fondata giustificazione dato che l'intervento dei Crociati, e di Venezia che con le sue navi li trasportava in Terra Santa, fu richiesto da Alessio IV, il basileo spodestato da un usurpatore, il quale fuggì con le casse dello stato bizantino. Il Basileo legittimo si trovò quindi in grande difficoltà, non in grado di pagare la cifra pattuita agli alleati che lo avevano rimesso al potere. e questi …

EROI VENETI: BIAGIO ZULIAN SI IMMOLA PER LA NOSTRA VERA PATRIA

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L'istriano Biagio Zulian dà fuoco alle polveri a la Canea (Candia) quando irrompono i turchi (1645). Quadro a olio di Bartolomeo Giannelli. poco tempo fa furono rinvenuti dei poveri resti tra le macerie, che furono attribuiti al coraggioso Zulian, tra cui le fibbie delle scarpe. A Venezia, fu posta una lapide in sua memoria che recita così:
Alla memoria del capitano BIAGIO ZULIAN da Capodistria che il XXIV giugno del MDCXLV da Capodistria che il XXIV giugno del MDCXLV durante la guerra di Candia piuttosto che rendere al turco il forte di San Todero presso la Canea diede fuoco alle polveri seppellendo sotto le rovine sè i compagni e i nemici superbo esempio di fedeltà al dovere e alla patria fino al sacrificio.
Ora viviamo in tempi tristissimi, anche tra i veneti molti di noi lo sono solo come dato di residenza, poco è rimasto della Fede e dell'amore di Patria che animava i nostri Avi, fossero essi nobili veneziani, o semplici popolani i quali si batterono fino all'ultimo giorno, e anche …

EL NOVO LUNARIO DE £A SERENISSIMA, el rega£o par i Veneti

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DA METER SOTO L'ALBERO DE NADAL!

I LUNARI gera na tradithion antica, ne £e campagne e cità de la Venezia, stanpadi in genere in quel de Bassan, i vegneva vendudi da anbulanti porta a porta o durante £e sagre.  'Sta tradithion bea che fa parte de la nostra storia popo£are ze sta ripresa da qualche ano da "El Lunario de £a Serenissima" , co risultati strepitosi.
El so lunario ze in resltà un picolo susidiario de storia veneta, cue£a che no i ne insegna ne le nostre sco£e par capirse, e 'verlo in cas apermete a tuta la fameja (picoli e genitori) de riconosser mejo e nostre antiche raixe.
El ze scrito co £a grafia veneta unitaria, e carateri molto eleganti, altro motivo par ciaparlo in man ogni dì e inpratichirse lezendo fati e storie del nostro antico popolo veneto.
Girando le pagine trovo varie schede, la prima dedicà a £a stele de Isola Vicentina, in cui se trova scrito par la prima volta el nome dei Veneti, a l'epoca Venetkens. Dopo altre schede vien dedicà …

OGGETTI "STATUS SYMBOL TRA IL '400 E IL '600

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