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IL LEONE DI MONFALCONE E IL FULMINE CHE COLPI' I FRANCESI

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NON TUTTI LO SANNO, ma Monfalcone era veneta, città di confine fedelissima a san Marco, tanto che quando, alla caduta di Venezia, nel 1797, nella cittadina alcuni notabili pare volessero trattare con l'Austria, la popolazione fece una sommossa, per restare veneta. Sembra impossibile oggi, ma quello era il sentimento dei monfalconesi. Ne parlò con ogni riferimento storico, il compianto Luigi Tomaz, in un suo bel libro. Ma qui vi narro, attraverso la lettera di un lettore di "Fogolar furlan" le vicissitudini del Leone della piazza. 
Nel 700 la città di Capodistria diede in regalo al comune di Monfalcone un leone  marciano in occasione della ricostruzione del Duomo, come addobbo per la città. Tale statua venne postasu una colonna in Piazza Grande, chiamata anche colonna infame, dove venivano legati i malfattori esposti alla berlina.  Con l'occupazione napoleonica la prima cosa che fu fatta, fu d togliere il Leone per mettere l'asta della bandiera francese. Ma ci fu …

L'ORIGINE DELLE LEGGI DEI VENETI SI TROVA IN EUROPA

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La particolarità dei Veneti si esprimeva anche nella struttura giuridica particolare che si collega alla civiltà detta dei portatori di urne (urnenfelder), partiti dalle rive del Baltico, dalla Polonia. Eccovi in poche righe dello studioso Edoardo Rubini, descritte le origini della struttura giuridica della società venetica. Veneti da 3200 anni, non facciamoci cancellare proprio ora,  perdendo la memoria della nostra storia. 


In estrema sintesi. le scuole storiche polacca (1), ceca (2) riconducono l'etenogenesi dei Veneti all'humus della Civiltà di Lusazia, che si sviluppò tra il 1500 e il 1100 a.C. nell'omonima regione posta a sud di Berlino, tra la Germania Orientale, la Cechia, la Polonia.  Da essa si sviluppò il movimento di civilizzazione che dilagò in larga parte dell'Europa, promosso non da conquiste militari, ma da una nuova visione spirituale del mondo; infatti i primi Veneti furono conosciuti come Portatori dei campi d'Urne (urnenfelder), in riferimento a…

LA LEVA OBBLIGATORIA DI NAPOLEONE PERMISE GLI STERMINI DI MASSA

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Il servizio di leva obbligatorio di invenzione giacobina, , ci spega Messori, fu il grimaldello che permise gli stermini di intere generazioni. Basti pensare alle stragi della Grande Guerra, poi la tecnica si evolse in senso ancora peggiore, perché con i bombardamenti furono colpiti anche i civili. Ma un tempo, tranne casi eccezionali, in genere non succedeva.  Anche San Marco non aveva servizio di leva di massa, malgrado l'opinione di qualche dilettante storico, che leggendo di "leve di fanti" nel Seicento, non capisce che il termine generico "fante" indicava sia il soldato delle Cernide che quello professionale.  Un tentativo di trasformare l'esercito professionale in esercito di leva fu fatto, ma solo per poche cernide a fine Settecento, come Eugenio Barbarich, il Concina, Francesco Favaloro e altri han ribadito (per citarne alcuni).
Da un vecchio articolo di Vittorio Messori
Sembra si sia rimosso il ricordo del fatto che solo la Chiesa, nell'era dei na…

VENEZIA AGOSTO 1944, IL VILE BOMBARDAMENTO ALLEATO

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Roberto Bertoli Tra poche ore 74 anni fa prima sui coppi di Santa Apollonia, poi in riva, io c'ero. Erano le sette del mattino del 14 agosto del 1944. Per il centro storico di Venezia fu un battesimo del fuoco, nel vero senso della parola. Il primo, e forse l'unico, bombardamento in bacino San Marco. Tre caccia bombardieri alleati appaiono sopra le acque di Venezia. Eccoli a Malamocco: qui la prima mitragliata contro una motonave che collegava Venezia a Chioggia. Tragico il bilancio: 24 le vittime. Ma questo è solo l'inizio. I tre aerei dal Lido procedono verso il cuore della città. Puntano al bacino di San Marco qui c'è la loro preda. Vogliono colpire la nave ospedale tedesca "Freiburg" ormeggiata tra la punta della dogana e l'isola di San Giorgio. Una sferzata di colpi che falcia la laguna. Un mitragliare durato alcuni minuti, ma sufficiente a creare panico e disseminare morte. Nelle vicinanze c'era anche la motonave che collegava Venezia a Fusina. …

I VENETI PROTAGONISTI DELLA BONIFICA SARDA

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da gorgo ad arborea, i veneti protagonisti della bonifica sarda.Di Ettore Beggiato

“Ing. Giulio Dolcetta da Vicenza ideatore e realizzatore primo della bonifica di queste terre” così sta scritto nel monumento che campeggia nella bella e suggestiva piazza di Arborea, in Sardegna, provincia di Oristano, indelebile ricordo di una straordinaria stagione. Tutto iniziò il 23 dicembre 1918, a Milano dove si costituì la Società Bonifiche Sarde (SBS) con capitale di otto milioni di lire; presidente fu nominato Giulio Dolcetta che puntò sulle capacità manageriali di un altro veneto, Ottavio Gervaso come direttore tecnico. Scopo della società era quello della “bonifica idraulica ed agraria dei terreni in Sardegna, l’impianto e l’esercizio di reti di irrigazione, l’esercizio della pesca ecc. ecc”. La zona della bonifica faceva parte dell’alto Campidano, comprendente un’estensione di 18.000 ettari, nella costa centro-occidentale della Sardegna, a circa 8 km a sud di Oristano, tra gli stagni di “S’…

RITORNA LA COLONNA MARCIANA AD ESTE, MA L'IGNORANZA E' TANTA

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Orlando Dall'Anese scrive
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Quando assisto a citazioni e ricostruzioni storiche, dove i fatti sono travisati, sfalsati o peggio negati, da parte di persone che si ergono a detentori della verità, che agiscono in mala fede perché li ignorano o li aggiustano convenientemente alle loro convinzioni politiche evito qualsiasi contraddittorio perché amo troppo me stesso per scendere a questi livelli. I miei scrupoli sull'onestà intellettuale e i dubbi sulla mia capacità di memoria mi portano però spesso a rifugiarmi in documenti e pubblicazioni storiche, scevre da tali ideologie. Recentemente in Este il Consiglio Comunale ha deliberato la ricostruzione della Colonna Marciana. Molti avrebbero fatto bella figura se non si fossero pronunciati sulla storia di questa città nel periodo della sua appartenenza alla Serenissima Repubblica di Venezia, ma in una società dove apparire è più importante che essere e dove le affermazioni non si devono giustificare, i negazionisti e gli opportunist…

LE RADICI CULTURALI DI QUESTA NAZIONE VENETA

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In una prefazione bellissima nella prima edizione di "Giustizia Veneta" il dr. Edoardo Rubini, con un tono quasi epico, ci parla di come si è formato il nostro "humus" di Veneti, che la Repubblica di San Marco seppe traghettare fino alla modernità. Vi invito a leggere per capire ancora di più in cosa consiste l'esser "Veneti". Qualcuno mi fa notare che scrivo in "talian", ma l'esser veneto è un sentimento ben più ampio del territorio della Venezia di Terra, è un sentimento "universale" che coinvolse milioni di persone di etnie diverse. Veneto è chi veneto fa. :)

Le radici culturali della Nazione veneta risalgono all'alba dei tempi, d'essa parlano i più grandi degli antichi scrittori, trovandosi le citazioni più antiche in Omero, seguito da Alcmane, Euripide, Erodoto, Teopompo, Polibio, Tolomeo, Strabone, Plinio il Vecchio, Tacito, Tito Livio, Marziale, Virgilio e altri ancora. I Veneti durante l'età del Bronzo popol…

PANORAMICA DELLE IPOTESI SULLA ORIGINE DEI VENETI

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I Venedi, o Veneti, così chiamati da Plinio, Tacito e Tolomeo, sono stati spesso considerati antenati degli Slavi, o addirittura antichi Slavi, sebbene l'identificazione non sia del tutto certa. Il nome Venedi infatti non è di origine slava, anche se in seguito i Germani usarono il termine Wends proprio per indicare gli Slavi. Non sappiamo con certezza chi fossero gli antichi Veneti: forse si trattava di una popolazione indoeuropea entrata a far parte di uno dei grandi gruppi germanici dell'Europa orientale, come i Vandali o i Goti, oppure costituivano una comunità etnica da cui alla fine emersero gli Slavi
M. Todd, I Germani, Ecig, 1996 pag 38/39

I VENETI ANTICHI

Il problema dei Veneti e molto controverso; consultando qualche enciclopedia troviamo:  "Popolo celtico del Nord-Ovest della Gallia Celtica: popolo marinaro del1’Atlantico".  "Antica popolazione indoeuropea stanziata nella pianura veneta".  "Antico popolo della Gallia, che abitava la penisol…

LECCE, SAN MARCO E LA COLONIA VENETA

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Sono stato accusato di "ignoranza" da un leccese che mi prendeva per i fondelli riguardo a un mio annuncio relativo ai miei Leoni di San Marco, e a smentirlo ,pubblico un articolo di una sua conterranea, che ricorda gli antichi rapporti tra Veneti e pugliesi le cui città della costa (sotto il dominio aragonese) votarono in massa per la dedizione a Venezia, di cui ammiravano il buon governo, famoso già allora. Ma contingenze internazionali impedirono che Venezia desse corso al loro appello. Dedico questo articolo al nostro Antonio Grebano, veneto doc, "de origine pugliese".

testo e foto di Giovanna Falco
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La festa del santo di oggi è occasione utile per ricordare alcune delle testimonianze della Serenissima nel nostro capoluogo.
La nazione veneta aveva il suo centro operativo nella piazza dei Mercanti (attuale piazza Sant’Oronzo), con alcuni edifici tramandati dalle fonti: oltre all’isolato delle Capande dei mercanti veneziani (che sorgeva dove ora insiste l’ovale con…