CARLO LOTTIERI METTE IN GUARDIA I VENETI


Leggevo ieri di una dichiarazione di Carlo Lottieri, così attento e partecipe alla causa dell'autonomia veneta, in cui si percepiva un certo fastidio per lo slogan che va per la maggiore: PRIMA I VENETI!. Egli avvertiva che se il Veneto avesse ottenuto l'indipendenza, ogni comunità del suo nuovo stato avrebbe avuto a sua volta il diritto di staccarsi.  E citava la costituzione lussemburghese.
Par quasi che per paradosso, il pensiero "liberal" del Lottieri neghi ogni idea di Nazione e ogni entità chiamata stato basata su valori e storia comune.
Io direi che le nazioni sono sempre esistite, come espressione dei popoli, ma vi fu una cesura tra Nazione e popoli in essa rappresentati con l'invenzione dello Stato Moloch attuale, di deriva francese, in cui veniva imposta una lingua, una cultura e una storia a tutti, annullando ogni tendenza difforme. Anche con la violenza. Dalle stragi dei vandeani, allo sterminio di etnie diverse nel Novecento, persino all'imposizione del cambio dei cognomi slavi imposto dal fascismo: tutto nasce dallo Stato di nuova concezione totalizzante.
Ma proprio guardando alla loro storia, i Veneti hanno tutti gli anticorpi necessari per non scivolare nello stesso errore. La nostra storia fu federalista, paritaria e aperta fin dagli albori: prima dei romani non si annoverava nessun re. Le città venete erano rette da consigli paritari (il principio del primus inter pares) e unite in una federazione. Non nego però che ne derivasse una certa tendenza alla litigiosità (si annovera una lite confinaria tra Ateste (Este) e Padova risolta "motu proprio" dai Romani ormai dominanti) mancando un Capo Supremo, un Duce.
Ma proprio questa vocazione autenticamente federalista permise l'aggregazione in epoche antichissime di Celti nel veronese, Carni, e altre popolazioni con una identità diversa dalla veneta: nessuno li obbligò ad aggregarsi.
Lo stesso schema avvenne con Venezia, città mercantile e avulsa da ogni idea nazionalista moderna. L'aggregazione fu in gran parte pacifica e quando non lo fu, si riconobbe alla nuova comunità occupata ogni autonomia e autogoverno. D'altronde poche migliaia di aristocratici mercanti non avrebbero potuto reggere un impero talassocratico con la forza.
Quindi anche Brescia da cui Lottieri proviene, ha mantenuto intatte le proprie libertà e peculiarità nel corso dei secoli, essendo contemporaneamente Lombarda e Veneta ancor oggi, con orgoglio.
E sarebbe così in un futuro in cui essa volesse di nuovo aggregarsi ai Veneti per riprendere in comune il cammino interrotto. Libera anche di lasciarci, ovviamente.

Con un passato del genere alle spalle,  simile i al federalismo  della Svizzera, i Veneti si propongono per la nascita di un nuovo tipo di stato retto dal principio in cui ogni comunità sarà pari alle altre, ma che avrà le sue radici profonde e comuni nella storia più antica.

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