LA SCUOLA POLACCA E CECA SUI VENETI ANTICHI

In estrema sintesi le scuole storiche polacca e ceca riconducono l’etnogenesi dei Veneti all’humus della Civiltà di Lusazia, che si sviluppò tra il 1500 ed il 1100 a.C. nell’omonima regione posta a sud di Berlino, tra la Germania orientale, la Cechiae la Polonia.
Da essa si sviluppò il movimento di civilizzazione che dilagò in larga parte dell’Europa, promosso non da conquiste militari, ma da una nuova visione spirituale del mondo; infatti, i primi Veneti furono conosciuti come portatori dei campi d’urne (urnenfelder), in riferimento all’uso introdotto nella ritualità funeraria di bruciare i defunti e di riporne le ossa combuste sotto terra, all’interno di vasi.
Questa antica nazione si espanse(sul versante meridionale) in una vasta area che copre tutto l’arco alpino, le region tedesche della Baviera, e del Wurttemberg (anticamente dette Vindelicia, cioè terre dei Veneti, come la stessa Vienna si chiamava Vindobona), la valle del Po e l’alto corso del Danubio; ciò spiega la somiglianza di certi istituti giuridici di quelle zone, solitamente attribuiti a radici germaniche, con quelli tipici delle Venetiae.
Anche in Italia alcuni eminenti studiosi di storia e di linguistica hanno seguito questa interpretazione di fondo. Devoto, Battaglia, Sergi; di tutto questo, però, l’università italiana non ha ancora preso atto.

(Edoardo Rubini, Giustizia veneta, ed Filippi, prima edizione).

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