PINOCCHIO NEL PAESE DEGLI ACCHIAPPACITRULLI ..un Collodi profetico.

I classici non li si legge più.purtroppo. Ma già pochi anni dopo la sua nascita, l'Italietta post risorgimentale era un fallimento completo. Collodi lo aveva capito bene. Ecco un brano tratto da "Pinocchio".

Cammina, cammina, per arrivare al Campo devono attraversare un paese chiamato "Acchiappa-Citrulli". È un luogo popolato da “cani spelacchiati che sbadigliano dall’appetito, pecore tosate che tremano dal freddo, galline che chiedono l’elemosina, farfalle che non possono più volare, pavoni scodati che si sentono disonorati”. Tutti questi animali sono stati rapinati di ciò che avevano, e “in mezzo a questa folla di accattoni, di miserabili vergognosi appiedati, passano indisturbati su veicoli di lusso volpi e gazze ladre”. 

Raggiunto il Campo, i due lo invitano a seminare lì le monete, chiedono a Pinocchio di ritornarci dopo una ventina di minuti per ritrovare l’albero con i rami carichi di zecchini e poi se ne vanno. Dopo un pò il burattino ritorna al Campo dei miracoli e mentre cammina sogna giocattoli, librerie piene di biscotti e canditi da comprare con i soldi seminati, ma arrivato sul luogo non vede nulla e rimane confuso. 

Appare un Pappagallo spennato che ride della sua ingenuità e dall’alto della sua esperienza in fatto di disgrazie gli ricorda che i soldi si fanno lavorando. Il sospetto dell'inganno diventa realtà. Pinocchio capisce ciò che gli è accaduto e disperato corre in città a denunciare i due “malandrini” al Tribunale. Il Giudice di "Acchiappa-citrulli" è uno scimmione della razza dei gorilla, ha gli occhi malati e porta occhiali senza vetri; dopo averlo ascoltato lo fa arrestare perché è innocente. Pinocchio rimane in prigione per molto tempo e solo quando si dichiara colpevole gli chiedono scusa e lo lasciano andare» (capp. XVIII-XIX)

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