EROI VENETI: BARTOLOMEO D'ALVIANO A RUSECCO NEL CADORE

Il rinvenimento di una daga (vedi foto sotto) in un prato di Rusecco, che potrebbe essere un reperto che risale addirittura allo scontro tra imperiali e veneti nel febbraio del 1508, mi permette di ricordare un grande condottiero umbro-veneto, Bartolomeo d'Alviano, e la straordinaria fedeltà dei cadorini a Venezia e a San Marco (eamus ad bonos venetos, sta scritto nel loro atto di dedizione volontaria). 

Siamo nel febbraio 1508 e gli imperiali ammassano truppe tedesche ai confini cadorini.
Giunti alla chiesa di Venàs i tedeschi combatterono quattro ore per superarla ma i cadorini tennero duro, fino a quando, per evitare una manovra di accerchiamento, dovettero ritirasi nel castello di Pieve. L’imperatore, tramite due sacerdoti usati come ambasciatori, intima la resa.

Il capitano veneto Gissi rifiutò, ma poi quando quattromila tedeschi occuparono Pieve mettendola a ferro e a fuoco, accettò di aprire le porte, sollecitato anche dal vescovo. Il presidio veneziano venne impiccato e così sarebbe avvenuto dei cadorini difensori se non fossero fuggiti.
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morì il 7 ott. 1515 per infezione intestinale,
le mura di Padova attuali, furono costruite
su suo progetto.
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Il capo degli invasori radunò i maggiorenti e offerse loro di diventare sudditi dell’impero ma l’offerta fu respinta; anzi essi si radunarono poi in segreto per impostare la controffensiva.
Bartolomeo Alviano giungeva intanto con truppe scelte dal trevigiano e si avvicinava a Ponte delle Alpi. l’idea era di procedere per Longarone, Fontenighe, Forno di Zoldo e Cibiana, mentre Savorgnan dal Friuli seguiva la via per Lorenzago e Pieve.
L’Alviano è sotto una tormenta di neve continua e la fa spalare dai militi o calpestare da una mandria di buoi appositamente usati, così i soldati due ore prima del giorno, il 2 di marzo possono essere a Valle.
Accade però che alcuni soldati, nell’accendere un fuoco per scaldarsi, diano l’allerta involontario al nemico  I tedeschi, sapendo del Savorgnan giunto a Lorenzago, pensano di aprirsi ad ogni costo la strada verso Ampezzo, dato che solo una parte della milizia era giunta sul posto, circa 1000 soldati.La battaglia si accende furibonda, e grazie all’abilità del comandante veneto, è una strage di imperiali. Circa 1800 cadono sul campo, circa 500 vengono fati prigionieri, altri moriranno di freddo tentando di fuggire.
Tra i morti, i capi, compreso il Trautson.
Verso sera i soldati erano a Pieve e Bartolomeo decide per l’assalto il 4 marzo. I tedeschi devono cedere e i veneti fanno 33 prigionieri.


Provveduto per la difesa di Tenàs e di Treponti, l’Aviano scendeva verso Belluno, La brillante e decisiva vittoria di Rusecco, o Tai, fu dipinta dal Tiziano, in uno dei suoi capolavori, perso purtroppo nell’incendio di Palazzo Ducale nel 1577.


fonte Giovanni Fabbiani, Breve storia del Cadore. 
ps. sul mistero della daga: pare sia risolto, è una daga persa da uno zappatore austroungarico della Grande Guerra, interessante, ma mai come una spada del 1500 :)

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