IL GIOCO DEL "PINDO£O", EL "BASEBALL" DE NOALTRI



Era un gioco tanto diffuso, che per l'incolumità dei passanti, la Repubblica pensò bene di vietarlo nelle città: non si tolleri il gioco del pindolo (o massa e pindolo) per le strade e sulle pubbliche piazze. Era l'anno 1546 e ancora i nativi amerindi costruivano capanne in quel di New York.

Il gioco consisteva nel colpire con un bastone di legno lungo 4-5 volte tanto, un bastoncino con due punte all'estremità, di circa 12 centimetri. Si posava a terra un sasso e poi si colpiva il bastoncino posto sopra, facendolo balzare in aria. Durante la traiettoria il giocatore lo doveva colpire di nuovo, per lanciarlo il più lontano possibile. Vi erano altre regole, ma in sostanza i ragazzi lo limitavano spesso a questa prima fase. Ovvio che questo,in centri affollati come Venezia, o nelle città dell'entroterra, questo gioco non fosse molto tollerato dagli adulti, che rischiavano di diventare dei bersagli involontari di qualche lanciatore.

La Repubblica era sempre molto attenta, con i mezzi che si potevano allora, e cioè con bandi letti nelle chiese o disposizioni (una si trova anche a Treviso e vieta il gioco e schiamazzi dei ragazzi) incise su lapide, ad assicurare il quieto vivere dei propri sudditi .. pardon, cittadini. E questo era molto apprezzato dalle comunità del tempo.

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