IL GUERRIERO VENETO DI VACE, E LA DIFFIDA DEL MINISTERO


Uno dei vanti della moderna Slovenia, è il sito archeologico di Vace (zona dell'antica Carantinia) in cui è stata rinvenuta una bellissima situla (secia in lingua veneta, secchio in italiano tradotto dal latino) con altro corredo, tra cui una piastra riproducente un guerriero veneto (Chi fosse interessato può richiedermelo, misura cm 28 per 23 ed è in marmorina). Veneto naturalmente è anche tutto il resto, questo a riprova che l'area di diffusione dei Veneti non si limitava alla Venezia Euganea.
Comunque, tornando al nostro guerriero, qualche tempo fa, mi son deciso a riprodurlo in marmorina (ricavato da un modello in plastilina poi riprodotto in uno stampo), facendo omaggio di uno dei primi esemplari al compianto Jozko Savli. Metto anche il disegno del guerriero che compare nel libro "I Veneti popolo d'Europa", che tante discussioni ha innescato dopo la sua pubblicazione; e la riproduzione ricavata. 
Del guerriero noto che indossa un corsetto, probabilmente composto da strisce di pelle, o stoffa spessa. Mi colpisce l'ascia da guerra, col manico ricurvo in maniera ergonomica, probabilmente una inclinaturaanche allora era considerata, come negli strumenti di lavoro più moderni, la più efficace per imprimere maggior forza al colpo. Trovo tutto questo straordinario. 
Il casco era in metallo, certamente indossato con una calotta di cuoio all'interno, magari imbottita. A volte era presente una cresta di crine.
In alto la scritta rinvenuta a Vicenza, della stessa epoca (siamo intorno al V secolo a.C.). si legge da dx a sinistra "VENETKENS" (terza riga). siamo uno dei pochi popoli ad avere tremila e duecento anni di storia ininterrotta alle spalle, 
Un tentativo di depositare il logo VENETKENS da parte dei moderni discendenti dei veneti antichi di Isola Vicentina (dove è stata rinvenuta la stele), ha visto opporsi il ministero dei Beni Culturali. Dicono a Roma che è tuttta roba loro, noi Veneti non c'entriamo nulla. Neanche Napoleone arrivò a tanto. 
Ecco l'articolo che ne parla: diffida del ministro

Commenti

  1. Da esperto di design posso suggerire un escamotage. Riproducete il logo introducendo varianti minime - basta anche solo smussare due terminali, due grazie, introdurre del colore, ridefinire uno o due profili o riorganizzare spazialmente le lettere - in modo da farne un marchio liberamente depositabile, a prova di sentenza.

    RispondiElimina

Posta un commento