IL 25 APRILE E L'INVENZIONE DELLA MUSICA CLASSICA IN SAN MARCO

A PROPOSITO DI 25 APRILE
Pochi sanno che l'origine della grande musica classica che conosciamo è legata alla basilica di S. Marco e ai suoi grandi volumi interni, con due alloggiamenti per il coro distanti tra loro. La spaziosità della basilica generava un ritardo del suono tra una parte e l'altra del coro rendendo necessaria la ricerca di uno stile nuovo e particolare. Facendo dunque di necessità virtù, lo stile policorale veneziano si sviluppò nello stile antifonale in cui gruppi di cantori, accompagnati da strumenti musicali, cantavano in alcuni momenti in opposizione e in altri all'unisono, uniti all'inizio dall'organo posto al centro tra loro.
Nasceva così una nuova concezione di fare musica, non senza momenti di dibattito come di contrasti tra ortodossi di scuola europea e „modernisti” veneziani.
La storia ci dice che prevalse la scuola veneziana, tanto che il massimo dello sviluppo della nuova scuola veneziana avvenne nel decennio tra il 1580 e il 1590 ad opera di Andrea e Giovanni Gabrieli che composero grandissimi capolavori per cori multipli, gruppi di ottoni, archi e organo.
E' da ricordare che a quel tempo l'80/90% dei libri veniva stampato in Venezia e di fatto qui furono stampati i primi manuali di direzione d'orchestra ed i primi spartiti.
Questi lavori furono i primi ad includere il dinamismo nella musica ed i primi anche a prescrivere l'utilizzo di specifiche istruzioni sull'orchestrazione.
Anche gli organisti parteciparono al nuovo fenomeno della musica e iniziarono a definire uno stile ed una tecnica che, trasferita poi nelle corti nord europee esprimerà musicisti come Dietrich Buxtehude e Johan Sebastian Bach, solo per citarne un paio.
E' quindi un evento straordinario che il prossimo 25 aprile 2017, in quella che fu per secoli la capitale mondiale della cultura,
nella piazza piu conosciuta al mondo,
di fronte alla basilica dedicata al suo santo patrono S. Marco,
di fronte inoltre al Popolo Veneto e a tutto il mondo tramite le antenne di Radio Veneto Uno, possano librarsi nell'aria, per la prima volta le note di uno dei più grandi compositori veneziani: Antonio Vivaldi.
E chi, se non i diretti discendenti di quegli straordinari innovatori e ideatori di questa straordinaria musica sinfonica, se non I solisti di Radio Veneto Uno? Tutti giovanissimi interpreti già di rilievo internazionale. Collegandovi al loro sito troverete tutte le loro referenze.
Allora, se è vero che le note sono una lingua internazionale, noi parliamo al mondo,
dalla piazza più bella del mondo,
dalla capitale di una nazione, quella Veneta, che ha radici in questi luoghi da 3200 anni.
Una repubblica durata 1100 anni, unica al mondo e che al mondo ha insegnato idraulica, ingegneria, architettura, industria, letteratura, scienze, scultura, pittura, tessitura, artigianato e agricoltura, diritti civili e convivenza …
Da Venezia noi parliamo al mondo, tramite le antenne di Radio Veneto Uno, con lo strumento più potente di qualsiasi arma esistente:
La cultura.
Questa ricorrenza non deve essere solo il grido „par tera par mar S. Marco” ma deve diventare il nostro grido „salvemo ła cultura” - save the Culture”.
Salviamo le tradizioni della nostra terra e salveremo il nostro popolo e il nostro futuro.

da un post di Dino Raro

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