IL TERMINE "BANCAROTTA" INVENTATO A VENEZIA.

Di Roberto Stoppato Badoer
Il Banco di Giro divenne il progenitore delle odierne banche centrali:i creditori dello stato accettavano in pagamento titoli di credito, ammessi dal Banco, anzichè moneta contante. Il Banco gestiva il debito pubblico e la fiscalità, oltre che la raccolta del risparmio privato e la gestione dei pagamenti.
I depositi scritti nei suoi libri non potevano essere sequestrati dalle altre autorità dell Stato ed erano anzi garantiti contro il fallimento.
Cosa accadeva all'epoca se un banchiere diventava insolvente? andava incontro alla rottura del Banco da parte di funzionari preposti che in modo molto scenografico spaccavano con delle asce, materialmente, il piano del lavoro del soggetto che svolgeva l'attività di prestito e deposito bancario, solitamente proprio con un banco di legno in prossimità di uno scalo mercantile; tutti così potevano vedere che quel banchiere non era più in grado di garantire serietà e sicurezza nel maneggio del denaro.
Da questo rituale nasce anche la denominazione del reato di bancarotta, ed è proprio col dissesto del Banco Pisani-Tiepolo che si chiude, nel 1584, l'ultimo istituto di Credito privato della Serenissima.
Nascerà il Banco di Rialto, a gestione pubblica, nel 1524, grazie anche al discorso del Senatore Tommaso Contarini:
Vardemo, de gratia, da che debole accidente dipende lo esterminio di un Banco. Un suspecto che nasca, una voce che si senta, che non vi sia denaro, o che un banchier  abia patido qualche perdita...un sinistro di qualche suo negotio, il timor di una guerra è causa potente a distrugger questa fabrica; poiché tutti i creditori insospetidi di non perder il suo denaro, per assicurarsene vanno ad estraherlo, e gli portano la total jattura. 
Pare di leggere le cronache di oggi..

Questo è un piccolo estratto di Redazione dell'articolo Banche, banchieri, mercanti e usurai  di Stoppato Badoer, pubblicato in Storia Veneta nr 39 (adriano.cattani@libero.it)

Commenti

  1. The term bancarotta (“bancum est ruptum”) was occasionally used in the late fourteenth century, but simply to signifiy a bank failure, without any reference to any ritual act of breaking the banker's table or bancum.
    Reinhold C. Mueller, The Venetian Money Market. Banks, Panics and the Public Debt 1200-1500, John Hopkins University Press, Baltimore and London 1997, p. 125.

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