GLI "AMOREVOLI" VENETI L'ORIGINE DEL NOME ETNICO

Una teoria diffusa tra gli studiosi è che la radice "VEN" che contraddistinse i Veneti, popolo d'Europa, sia la stessa di quella della Dea Venere, e indicasse i componenti di quella civiltà per la loro indole sostanzialmente pacifica e aperta. E questo troverebbe riscontro nella loro storia plurimillenaria, che all'inizio li vede impegnati nel commercio dell'ambra. La via dell'ambra combacia con la presenza dei Vendi, dei Venedi, dei Veneti dell'Italia e della Bretagna, fino agli Henetoi nei pressi di Troia. 
Un popolo di commercianti è aperto al mondo, intrattiene rapporti amichevoli con gli altri con cui scambia doni e merci. E trovo straordinaria la continuità, in questo senso, con lo spirito della Repubblica di Venezia, città tollerante, conglobante (senza rinuncia alla conservazione dei propri valori fondanti) e accettata dagli altri popoli proprio per questi motivi, che si aggregavano ad essa molto spesso in maniera spontanea. 
Il nostro dio principale era una divinità femminile, la Dea Reitia, dea pacifica per eccellenza.

Aggiungo quanto scrive l'associazione Europa Veneta in merito:

"Veneti" è un nome etnico, cioè di nazione, che ha oltre tremila anni, essendo attestato già nell'Iliade, quindi risalente al Medioevo ellenico. "Venetia et Histria" corrispondeva alla Decima Regio, il nome è dovuto al riconoscimento da parte dell'Impero Romano dell'esistenza di due popoli, Veneti et Histri, che abitavano quello che poi diverrà lo "Stado da Tera" della Veneta Serenissima Repubblica.

L'attuale Città di Venezia fino al Millecento si chiamava "Rivoalto", nel Duecento prese il nome di "Venezia", in quanto Capitale europea e quintessenza della Civiltà Veneta. Su un'antica lapide dell'umanista Egnazio era infatti chiamata "Urbs Venetorum". Conclusione di queste note storiche, che dovrebbero essere l'abc di ogni Veneto, ma che invece sono prerogativa di rare persone colte, è che sono i Veneti ad aver fatto Venezia, non è stata Venezia a colonizzare un territorio anonimo, anche se la successiva occupazione italiana ha negato questo senso di appartenenza, per ragioni intuibili. 
L'Italia non è mai stata né nazione, né stato, fu solo una costruzione idelogica dell'occupante giacobino, quindi al sedicente stato non resta che sradicare le diverse identità nazionali presenti nella Penisola.

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