BISANZIO PROVOCA VENEZIA, GLI ANTECEDENTI DEL SACCO DI COSTANTINOPOLI

Venice and his history scriveva

Il 12 marzo 1171 l'imperatore bizantino Manuele Comneno, geloso della crescente potenza di Venezia, ordina che in tutto l'impero i veneziani siano imprigionati ed i loro beni confiscati. Nella sola Costantinopoli gli arrestati sono ben diecimila.

La notizia viene accolta con sdegno e furore e da tutte le parti si grida: "Guerra! Guerra!".
Il popolo, in un unanime slancio di fervore patriottico, offre allo Stato i mezzi destinati all'armamento d'una flotta per vendicare l'affronto subito.
Per regolare l'afflusso dei versamenti viene creata la Camera degli imprestiti, o «Monte vecchio», che si dice esser stata la prima banca istituita in Europa per la emissione di obbligazioni di stato: ciascun cittadino sarà tassato dell'uno per cento sul capitale posseduto mentre il governo si obbliga a corrispondere. un interesse annuo del quattro per cento. Si dice che, per agevolare l'esazione delle imposte, sia avvenuta in questa occasione la divisione di Venezia in sei parti, dette sestieri (comunque sia, l'individuazione dei sestieri, tre a sinistra, S. Marco, Cannaregio, Castello, e tre a destra, Dorsoduro, S. Polo e S. Croce, del
Canalgrande è da riferirsi intorno a questi anni).

In sei mesi l'Arsenale di Venezia allestì qualcosa come cento galee e venti navi tonde, che salparono nel mese di settembre al comando del doge Vitale II Michiel.
La flotta investì per prima Ragusa, poi proseguì verso l'Egeo, puntando su Negroponte, dove il governatore bizantino presentò l'offerta di pace dell'Imperatore.
Le tregua stipulata per consentire le trattative, alle quali partecipavano i futuri dogi Sebastiano Ziani, Orio Mastropiero ed Enrico Dandolo, consentì ai Greci di guadagnare l'inverno, quando la flotta veneziana dovette ritirarsi a Chio per trascorrere la brutta stagione. L'affollamento e le dure condizioni di vita sulle galee portarono alla diffusione del morbo tra gli equipaggi veneziani, così che infine la flotta fu costretta a rientrare, con l'arrivo della primavera, a Venezia.

Il 28 maggio 1172 il Doge, ormai circondato di nemici e ritenuto colpevole della tragedia per aver accettato le pretestuose trattative dell'Imperatore, cercò rifugio nel monastero di San Zaccaria, ma venne ugualmente assassinato.
La morte di Vitale II fornì l'occasione per una resa dei conti politica e ad una profonda revisione costituzionale che privò definitivamente l'assemblea popolare del potere politico e dell'elezione ducale, in favore del patriziato, che costituì un nuovo organo sovrano, il Maggior Consiglio.

Nel settembre 1175 la guerra ebbe fine grazie alle alleanze strette dalla Serenissima con Guglielmo II di Sicilia, storico rivale dei Bizantini, e, persino, con il sacro romano imperatore Federico Barbarossa,
Gli effetti del conflitto inaspriranno ancora di più le reciproche diffidenze tra Veneziani e Bizantini: il culmine si raggiunse nel 1204, durante la Quarta Crociata con la presa di Costantinopoli da parte di Enrico Dandolo, comandante a capo della flotta veneziana.

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