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LEON CON LIBRO APERTO O CHIUSO? E LE CODE DELLA BANDIERA

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il bizzarro Leon di Montona, in Istria DI ECCE LEO SI DICE E SI RACCONTA...... la poca documentazione presso l'archivio di stato ha dato alla fantasia dei più materia su cui sbizzarrirsi nelle più strane interpretazioni: ad esempio "SI DICE CHE" il Leone riporti il libro chiuso o aperto oppure riguardo al numero delle code del gonfalone della repubblica di Venezia: sono a 6 code perchè.... di certo sappiamo solo poche cose ricavate dai quadri, dalle stampe e dalle opere sparse in giro negli ex territori dellla  repubblica di Venezia. Dal un punto di vista storico sembra che il libro chiuso caratterizzi semplicemente le raffigurazioni più antiche, ma la spada, la coda sollevata e l’aspetto fiero e battaglierocon la spada dritta ed il libro chiuso tra gli artigli, si ritrovano spesso nei paesi di confine, dove gli scontri con i nemici della Serenissima erano frequenti e questa  tipologia ben si discosta dai mansueti leoni ‘in moeca ' raffigurati nella città lag...

VAL DI ZOLDO, la valle dei ciodarot o dei gelatai?

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VAL DI ZOLDO, la valle dei ciodarot o dei gelatai? I territori della Val di Zoldo sono ricchissimi di storia: dalle antiche vie del ferro ai carbonai di Zoppé, dai tintori da guado della valle di Goima ai ciodarot, ai gelatai. Forse oggi gli Zoldani sono conosciuti come eccellenti gelatai ma quanti sanno che questa specializzazione artigianale è la conseguenza delle migrazioni di massa di inizio Ottocento. Comunque pure nei secoli precedenti i cadorini avevano cercato lavoro lontano da casa, come semplice manodopera scesa in veste di zatéri per arrivare negli squeri o all'Arsenale di Venezia per esercitare l'arte di "maestro d’ascia" o di esperto nelle "arti meccaniche", tutti mestieri per i quali gli zoldani erano molto ricercati ed apprezzati. Molti altri invece raggiunsero, sempre ai tempi dell' impero austro-ungarico nella seconda metà dell’Ottocento, le miniere ed i cantieri dell' Europa centro-orientale. Nel...

CAPORETTO VISTA DA UN "NEMICO" FURLAN

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Udine occupata dagli austroungarici Chi vi propone l'articolo, cioè io,  non ha nessuna nostalgia per "el paròn" austriaco, allo stesso modo in cui non ama l'annessione italiana. Anche se tra le due disgrazie, la prima forse era la meno peggio.  Ma certamente è interessante leggere un pezzetto di storia, cioè lo sfondamento di Caporetto, anche dal punto di vista del "nemico". Specie se il "nemico" è in realtà un fratello friulano. "Batae di Cjaurêt" La storia vista da un soldato friulano dell'esercito Austro-Ungarico- " Guido Marizza e la pagnotta ." Arriva l’ottobre del ’17 e le truppe italiane sul fronte dell’Isonzo vengono sbaragliate. Per gli Austro-Tedeschi è la battaglia di Flitsch-Tolmein (Plezzo-Tolmino), per gli Italiani è la disfatta di Caporetto. A Caporetto (Kobarid in sloveno, Karfreit in tedesco) la popolazione slovena si precipita festante in strada a salutare i liberatori germanici. Tarcento era stata ...

1917. I VENETI A MANGIAR ERBA PER VOLERE ITALIANO

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IL COMANDO austriaco nel centro storico di Feltre dove ancora si vedono le scritte indicative in nero  L'amico Carmelo Ferrante ci manda questo sconvolgente contributo in cui scopriamo che l'Italia rifiutò di mandar soccorsi nella Venezia di terra invasa per una precisa strategia di guerra.  «Perché mai dovremmo dare al nemico l‘opportunità di disfarsi di cosí tante bocche inutili da sfamare?» All'indomani della Disfatta di Caporetto, di cui oggi corre il centenario, la mortalità nelle zone occupate dagli austro-ungarici del Veneto (Veneto e Friuli, secondo la geografia attuale) salí dal 1,71% degli anni precedenti il conflitto al 4,49%. Gli appelli da parte dei comitati e delle associazioni dei profughi, le suppliche dei vescovi, le offerte di mediazione della Croce Rossa, del Vaticano e della Svizzera perché si facessero pervenire gli aiuti nei territori occupati, si infransero contro l’opposizione, non del governo austriaco, ma del governo italiano: l’invio di...

Referendum veneto: alcune considerazioni

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Siti e giornali hanno pubblicato i numeri del referendum consultivo. Per "Dal Veneto Al Mondo" pubblichiamo un'analisi in 7 punti. Governo pronto alle trattative . Ecco a cosa serviva il voto: a sbloccare il governo. Per dieci anni – indipendentemente dal colore politico di Roma - non è mai giunta risposta dalle istituzioni italiane. Ma subito dopo la votazione, il governo si è detto disponibile a trattare. Se vi chiedono a cosa serviva il voto rispondete pure: el ga servio a móvar fora el govèrno itałian, che soło dòpo el voto el se ga dito disponìbiłe a aplicar ła Costituçion (artt. 116, 117) . Vittoria trasversale . Non è un mistero. L'ha affermato il Presidente prima del referendum e la sera dei risultati. Se siamo furbi, allora, dobbiamo saper proseguire uniti su questo obiettivo e dobbiamo spronare i diversi partiti a lavorare uniti sulle competenze da portare a casa. Non mancherà chi vuole dividerci. Tegnémose streto .   Non è questione di partito...

UN VENETO DISTRUTTO, E DIMENTICATO DOPO CAPORETTO

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Un Veneto distrutto, dalla guerra e dallo stazionamento della truppa italiana che devastava quanto era rimasto (ben poco) sul territorio, nell'immediato dopoguerra invece di essere ascoltato a Roma, suscitò l'ira dell'Alfano dell'epoca il quale minacciò di sospendere i pochi aiuti, se continuavano i lamenti .  Dichiarò alla stampa: " Non c'è nel Veneto nessuno speciale problema politico più grave e più minaccioso di quelli che incombono sulle altre regioni italiane: le voci di insurrezioni, di ribellioni, e di separatismi sono chiacchere senza fondamento ".  Sembra scritto oggi, specie dopo il referendum. Ecco invece quanto scriveva 'IL RISORGIMENTO' il 21 ottobre 1920: " Quando nel novembre del '18 il nostro esercito iniziò e compì felicemente la liberazione del Paese (sic), il governo - assolutamente impreparato all'evento emanò una serie di provvedimenti inorganici, intempestivi e per la maggior parte inadatti...

I BRIGANTI VENETI E LA FORCA AUSTRIACA. La commissione d'Este.

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Poco se ne parla, anche se di recente è uscito un libro sull'argomento, ma anche il Veneto (la Venetia) ha prodotto i suoi briganti. Questo avvenne a causa di una mutazione nel campo agricolo industriale, per cui le vecchie maniere di sfruttare le risorse della fertile campagna veneta cambiarono del tutto. Ai vecchi proprietari fondiari veneziani (la classe nobile) si sostituì una classe imprenditoriale molto più rapace che seguendo lo spirito capitalista moderno dedito solo al profitto, senza alcuna sensibilità per il bene comune,  si impadronì anche delle terre che erano destinate all'uso dei braccianti e dei poveri dei paesi. Terre magari incolte, in cui il povero poteva pascolare il suo bestiame, cacciare e raccogliere legna e fieno. Ciò alimentò risentimenti e disperazione che si accentuò ancora di più con l'avvento del Regno d'Italia e la sua tassazione soffocante. La tassa sul macinato fu una molla ulteriore che fece apparire i nuovi padroni addirittura peg...

LA VENEZIA TRASFORMATA IN GESSO CHE STA SPARENDO

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Stiamo distruggendo quello che abbiamo avuto in eredità La Gessificazione sta sciogliendo le nostre città Ci preoccupiamo di difenderci dallo smog ma continuiamo a fare danni all'ambiente e alla nostra salute in nome di un falso progresso Nel cercare notizie sul degrado in cui versa Venezia mi è capitato di trovare questo vecchio articolo pubblicato nel 2005, ben 12 anni fa.    Qui non si parlava degli effetti causati dalle orde di turisti che senza rispetto alcuno per questo museo a cielo aperto bivaccano sui gradini della Basilica o si fanno il bidè in piazza S.Marco ma degli effetti di una combinazione chimica causata dai gas di scarico dei veicoli a motore, dalla combustione dei sistemi di riscaldamento e dalla "deforestazione" dei centri urbani. Secondo gli esperti che seguono questo fenomeno, la solfatazione delle superfici calcaree ed in particolare delle vene di calcite (carbonato di Calcio cristallino), di cui sono compost...

LA BARCHESSA NATA PER IL MERCATO DI BADOER

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Una barchessa nata per tenere il mercato settimanale Badoere è una frazione del comune di Morgano (TV), ed è più popolosa del capoluogo di comune (Morgano), ma non è questa la particolarità di un paesino della parte occidentale della provincia trevigiana verso quella padovana, bensì per la sua Rotonda. La piazza principale del paese è costituita dalla Rotonda: diversamente da quanto riporta la versione tradizionale, cioè che era parte del vasto complesso di villa Badoér (la quale però è andata distrutta nel 1920 durante un tumulto contadino), non si tratta di due barchesse funzionali alla villa, nello stile delle ville venete del XVII° e XVIII° sec., ma di una struttura autonoma in cui si svolgeva il mercato delle Badoere. Il proprietario, Angelo Badoèr, intendeva mettere a disposizione nel 1689 uno spazio dedicato al mercato, essendo stato autorizzato dalla Serenissima. La barchessa di villa Badoèr detta "La Rotonda" è uno dei più ril...

'Sa sucede in Catałògna? Dirito contro dirito

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«Diàłogo no vol mìa dir che i altri i gàbia da açetar łe to exigènçe. El diàłogo fora da ła łèje el xe antidemocràtico» (M. Rajoy) El govèrno spagnòło el ga ativà l'art. çentoçincuantaçìncue (155). Èco parché l'è interesante par el Vèneto. Come che xe za stà dito un saco de vòlte, ła situaçion catałana ła xe un banco de prova par na sèrie de richièste che vien fate, in mòdi e gradi difarènti, in tante parte de l'Euròpa. El scontro fra govèrno catałan e govèrno spagnòło, el ne costrenze a ripensar l'idèa de dirito e l'idèa de democraçia . Presentando l'attivazione dell'art. 155 della Costituzione spagnola per prendere il controllo delle istituzioni catalane non ancora dalle sanzioni dei mesi scorsi, ha chiesto che il Senato conferisca i poteri per destituire il Presidente della Catalogna e che limiti i poteri del Parlamento catalano eletto dal popolo. Dice di non sospendere l'autonomia catalana, ma nei fatti la blocca. A giustificazione d...